Amatrice, il sindaco Pirozzi…

Amatrice, il sindaco Pirozzi: “Una Contea no tax per far ripartire le aziende”
Piccoli passi per rilanciare l’economia della città terremotata dove l’85 per cento delle case è ancora inagibile

di FABIO TONACCI [repubblica.it ]


 

Sergio Pirozzi (ansa) ROMA – PiccolI passi verso la ricostruzione con ancora l’85% delle case ancora inagibili (mentre un intero villaggio con 400 posti letto donato agli sfollati è rimasto nei container). Ad Anatrice si teme lo spopolamento permanente. E allora il sindaco lancia una proposta del tutto inedita: una Contea no tax per rilanciare le aziende.

Sindaco Sergio Pirozzi, avete annunciato la creazione attraverso regolamento comunale della Contea di Amatrice: una “no tax area” in cui sarà il Municipio a coprire le tasse di chi ha un’attività produttiva. Ma con quali fondi?
“Posso sostenere la Contea con le donazioni. Non quelle di ‘Adotta un’opera’ che sono vincolate. Useremo le donazioni libere raccolte con l’iniziativa di solidarietà che va sotto il nome di ‘Amala Amatrice Amala’. I soldi sono arrivati su un conto corrente del comune, e continuano ad arrivare: da qualche giorno vediamo bonifici che hanno nella causale la scritta ‘pro contea’. Vuol dire che c’è approvazione per la nostra idea”.

Utilizzerà anche le donazioni ricavate con le iniziative dei ristoratori coi piatti di amatriciana solidale?
“No, quelli non mi servono. Solo con ‘Amala Amatrice Amala’ siamo intorno agli 8,5 milioni”.

Cosa sarà rimborsato nella Contea di Amatrice?
“Alle aziende familiari e ai liberi professionisti pagheremo sia le tasse sia i contributi previdenziali. Per le aziende sono 3.800 euro l’anno, a prescindere dall’incasso: 980 euro ogni tre mesi. Un commerciante che riapre oggi riparte da zero, e deve affrontare l’enorme riduzione del monte dei potenziali clienti. In questo modo gli diamo seriamente una mano”.

Per quanto riuscirete a reggere la no tax area?
“Almeno per tre anni ce la faremo. Almeno”.

E quanti sono i soggetti beneficiati?
“Tutto quel mondo ruota intorno a 180 nuclei familiari, che era il nostro tessuto socio-economico prima del terremoto del 24 agosto: ristoratori, piccoli artigiani, liberi professionisti”.

È una soluzione che potrebbe essere estesa a tutti i 52 comuni del cratere del sisma del Centro Italia, secondo lei?
“Credo di sì. I numeri del settore dei piccoli imprenditori non sono così ampi, nell’area del cratere. La Contea è l’unica maniera che ho per dare un po’ di speranza: tenete conto che l’85 per cento delle case ad Amatrice non è agibile, e i posti letto non ci sono più. La nostra economia non si può reggere sul turismo mordi e fuggi spinto dalla curiosità di vedere come sono ridotti questi luoghi, abbiamo bisogno di una visione più lunga”.

Però il decreto terremoto emanato dal governo, ora in Parlamento per la conversione in legge, prevede già delle forte agevolazioni fiscali per i vostri cittadini. Non bastava?
“Introduce la sospensione delle tasse fino al 2020, anno in cui si ricomincerà a pagarle senza interessi e con la possibilità della rateizzazione. Poco. La vera partita sono i contributi previdenziali: che un professionista fatturi o meno, li devi pagare. E questo scoraggia chi vuole ricominciare a lavorare”.

Quindi la Contea.
“Badate bene, se in Parlamento inseriscono nel decreto le coperture garantite dalla mia Contea senza dover passare per le autorizzazioni dell’Unione Europea, ben vengano. Però io ho la sensazione che non sarà così. Nel caso in cui allarghino la platea dei benefici fiscali, io posso comunque coprire con i fondi delle donazioni quei soggetti che rimarranno lo stesso esclusi. Non posso aspettare l’autorizzazione di Bruxelles, che poi magari arriva tra 7-8 mesi e rischi pure che il verdetto sia una bocciatura, come è successo per l’Aquila. La Contea è la chiave di volta di tutta questa partita”.

Il regolamento è già pronto?
“Abbiamo dato gli indirizzi di giunta, adesso la commissione sta lavorando alla stesura del testo del regolamento e da qui a 25 giorni andremo in Consiglio comunale per l’approvazione. E poi partiremo”.